Gli idrofiori spuntano alla Casa di Dario

Una nuova e interessantissima iniziativa arricchisce da qualche settimana le attività della Casa di Dario: si tratta di un rivoluzionario sistema di coltivazione dei fiori, che potremmo definire ibrido, perché è il risultato della fusione tra la coltivazione tradizionale a terra e il sistema idroponico (dal greco hydor, “acqua”, e pònos, “lavoro”, un sistema di idrocoltura che prevede la coltivazione fuori suolo, in cui la terra è sostituita da materiali inerti, come fibra di cocco e lana di roccia, e l’irrigazione avviene con acqua e composti inorganici). Le piantine vengono fatte nascere e crescono inizialmente nell’acqua, poi vengono travasate nella terra non appena sono un po’ cresciute e sono pronte per essere “consegnate”. Per favorire la crescita dei fiori vengono utilizzate speciali luci a LED, che sono adatte per le coltivazioni cosiddette “INDOOR”, cioè al chiuso.

L’iniziativa è partita grazie alla generosità di alcuni sponsor e all’abnegazione dei volontari dell’Arcobaleno, ai quali va il sentito ringraziamento dell’Associazione: grazie allo spirito di iniziativa dell’educatrice Alessandra, che ha colto subito le potenzialità di questa proposta, e all’intraprendenza degli abitanti della Casa di Dario, si è tramutata subito in un’attività molto partecipata, che ha coinvolto tutti quanti con ottimi risultati.

Per seguire e documentare la crescita delle piante sono stati realizzati due distinti “diari di bordo”, in cui vengono man mano stilate rispettivamente le procedure di coltivazione e le reazioni emotive che questa attività suscita in chi vi partecipa attivamente. Particolarmente toccante è il pensiero che uno degli abitanti ha scritto su questo argomento:

«Sono nati dei fiori. I fiori hanno un’espressione del volto come gli uomini e gli animali, alcuni sembrano sorridere, altri hanno un’espressione triste; alcuni pensierosi e diffidenti. Altri sono semplici ed onesti e retti come il girasole dalla faccia larga».

La Casa di Dario invita tutti i suoi sostenitori a venire il lunedì pomeriggio ad ammirare le creazioni floreali realizzate con questo nuovo sistema di coltivazione e a ritirar qualche vasetto di “idrofiori” in cambio di una piccola offerta libera.

Oltre ai saluti alla direttrice Nadia e all’educatrice Alessandra, un ringraziamento doveroso va rivolto anche alla falegnameria di Roberto Giussani di Ponte Lambro, che ha contribuito alla realizzazione degli appositi “mobili porta fiori”, indispensabili per la coltivazione delle piccole piante.